simon's cat

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sabato 29 dicembre 2012

giovedì 13 dicembre 2012

Namastè


Namastè....Ravi Shankar.
A te e a tutti i musicisti d'ogni genere, che in molti se ne sono andati in questi ultimi giorni...
(chissà perché il periodo natalizio coincide spesso  col fatale addio alla vita di tanti...)

mercoledì 31 ottobre 2012

Salviamo i gatti di Torre Argentina!!!


Chiunque ami i gatti e/o comunque, detesti i soprusi e sia per la tutela dei più indifesi, per favore firmi qui: http://www.catsdb.com/appealhome.html

domenica 21 ottobre 2012

Religione e meditazione: Femminicidio

Religione e meditazione: Femminicidio: Ogni giorno apprendiamo di giovani che uccidono le ragazze da cui sono stati respinti. Lo chiamano femminicidio. Ed è un aspetto dell'eterna...

martedì 9 ottobre 2012

Religione e meditazione: Uccidere il Buddha

Religione e meditazione: Uccidere il Buddha: Tra i vari attaccamenti che ci legano, ci limitano e ci condizionano, quello di cui ci si rende meno conto è l'attaccamento alle proprie op...

martedì 25 settembre 2012

Commento (s)postato

Confesso che quando ho concepito il post sottostante, la mia personale associazione andava alle parole del Buddha: sbagliandone però la corretta formulazione, che -come dicevo nelle risposta a Ross- avrebbe dovuto essere piuttosto "L'ignoranza è causa di tutti i mali".
(Riflessione che abbiamo testè visto fare (tramite Scudiero) anche circa 2000 anni dopo in area occidentale da Campanella...e che sicuramente molti altri prima e dopo non avranno mancato di fare!)

Oggi però di associazione me ne si è affacciata un'altra, che trovo molto attuale, ed è con l'amato Lucrezio. Infatti, se vi ricordate, il "De rerum natura" nasce proprio con l'intenzione di diffondere la dottrina epicurea per dissolvere le tenebre dell'ignoranza. Ignoranza prima di tutto delle leggi di natura (da cui il titolo), che ha portato l'uomo a creare divinità fittizie cui delegare la responsabilità degli avvenimenti e di cui impetrare le benevolenza (cosa sempre ben sfruttata dai vari ministri d'ogni religione in tutti i tempi, in quanto 'tramiti' privilegiati con le varie deità).
Ossia IGNORANZA che da luogo a SUPERSTIZIONE che da luogo ad ASSERVIMENTO.
Perciò Lucrezio (attraverso gli insegnamenti di Epicuro)invita (giustamente) a diffidare della RELIGIONE, che fa da cappello a tutto questo.
Purtroppo l'umanità pare molto restìa ad affrancarsi dall'ignoranza e a divenire libera da gioghi di potere sulla sua vita...e non solo non ha rigettato la religione come idea, ma ne ha nel frattempo create altre...e tra le più micidiali!(sono d'accordo con Odifreddi nel trovare i monoteismi anche peggiori dei politeismi).
Di più: alligna sempre più l'ignoranza...all'interno dell'ignoranza! La gente non conosce nemmeno la dottrina di cui si proclama 'fedele'! Tanto per fare un esempio la maggioranza dei cristiani non sa che "l'anima" che pensa perno della sua religione, NON è concetto cristiano, ma platonico, come pure la sua "immortalità"...
Peggio credo capiti all'interno dell'Islam.
Ho sentito dire l'altro giorno alla radio da un extracomunitario che sembrava molto colto, che praticamente tutte le cose attribuite a Maometto nel film famigerato, sono già contemplate nelle scritture mussulmane (non so se Corano od altro): questo era al di sopra anche delle conoscenze del giornalista tenuto a rispondere, che non ha saputo cosa replicare...
L'ignoranza, associata al cieco asservimento, si manifesta come fanatismo, ed è facilmente manovrabile, per cui si arriva a disseminare morte e terrore...per un film! (ma chi dirige dall'alto sa bene -come al solito- che non è così).

giovedì 20 settembre 2012

Post-test

Il maggiore dei mali è l'ignoranza.

A che cosa vi fa pensare, o associate, questa asserzione?

mercoledì 12 settembre 2012

FACEBOOK NON E' SPLINDER

E, come dice il titolo, invertendo i fattori, facebook non è Splinder!
Come credo appaia chiaro, non amo per nulla fb, e come penso molti altri, mi sono iscritta solo per curiosità di vedere come funzionava.
Ora che l'ho visto, mi piace sempre meno, e praticamente ci vado quasi esclusivamente per pubblicare appelli umanitari e animalisti.
Quello che soprattutto mi urta profondamente è la blasfema volgarizzazione che vi si dà della parola -per me ancora sacra- 'amicizia', che viene data (e anche tolta senza che l'altro ne sappia nulla!) a centinaia di persone mai viste e conosciute.
Ora succede che, paradossalmente, fb abbia avuto il merito di farsi tramite della bella iniziativa di Flavio Burroni di creare un gruppo dedicato ai "Naufraghi di Splinder", che ha fatto riemergere centinaia di nostalgici che su quella storica piattaforma avevano avuto modo di conoscere e incontrare amici non fittizi, ma "veri" ...anche quando solo 'virtuali!
Nel mondo del blog infatti si ha modo di dialogare con gli altri in maniera più approfondita, e così meglio percepire affinità e/o stimoli dialettici, che spesso portano a stabilire legami d'affetto e/o quantomeno di stima.
Splinder era strutturato in maniera tale da facilitare scambi e conoscenze, mentre le varie attuali piattaforme di migrazione non lo sono, o lo sono troppo poco.
Di qui il  grande diffuso rimpianto di tanti ex-splinderiani dispersi in ogni dove e accorsi al richiamo fatto circolare su fb, ansiosi di ritrovare i vecchi amici di blog!
Questo mi ha fatto venire l'idea, visto che il defunto Splinder non può resuscitare, di inviare una richiesta corredata di centinaia di firme al nostro attuale gestore (cominciando da Blogger, che è quello che ospita oltre me, la maggioranza di voi) perché apporti quelle opzioni che ci hanno così fatto amare la nostra piattaforma di origine...
CHE NE DITE?
Esprimetevi, e se ci saranno molti commenti positivi, potremo inoltrare il tutto a chi di dovere :)


martedì 4 settembre 2012

Papà


C'era un tempo in cui l'estate mi ispirava vita.Tanto che il contatto col sole mi eccitava al punto da - come mi accadde qualche volta- ...scappare a rifugiarmi in cabina per masturbarmi! (...quel che si dice "il bacio del sole";)!!! )Adesso, invece, non mi capita che di  pensare alla morte.Sarà per via dell'essere -non al mare- ma chiusa in casa con le serrande abbassate per schermare il caldo, sarà l'età e l'ipocondria galoppante da malesseri vari, sarà la solitudine...ma è così.
E perciò mi capita più che mai di dialogare coi miei morti.
Ho persino pensato a mio padre con cui non ho mai avuto dialogo.






E' successo guardando in TV (che vedo solo all'ora di cena per tenermi compagnia mentre mangio, perché ho sempre detestato mangiare da sola) un film che si svolgeva ai tempi della guerra d'Africa (tra l'altro con un Beppe Grillo giovanissimo...persino carino! e un Claudio Bisio già quasi calvo...ma quanti anni ha?!?) che lui visse davvero. Così mi sono messa a pensare a lui e alla sua giovinezza.Quasi per un irriverente scherzo al tempo, sono passata dalla TV al PC e ho digitato il suo nome nella ricerca Google...e sorpresa! eccolo lì uscir fuori...con la sua data di morte! Si può trovare qualsiasi cosa in internet su persone anche perse di vista da anni (già provato), ma purché abbiano lasciato qualche traccia di sé in rete...Lui di certo non aveva avuto -se non altro- l'opportunità di farlo... Ma altri ci avevano pensato per lui... nella forma di solerti  ...epigrafisti virtuali...in grado di farti lasciare fiori altrettanto virtuali  sulla sua tomba e abbracci post mortem! A pagamento s'intende.Ho pianto pensando che forse in tutta la vita abbracci non ce n'eravamo scambiati mai (troppo simili nella nostra diversità). Ho allora cercato sue fotografie e l'ho abbracciato col pensiero e col cuore. Gratis (et amore).

giovedì 21 giugno 2012

Λάθε βιώσας e wu-wei

...cerco analogie e /o confronti tra i due concetti filosofici (l'uno occidentale, anzi, chiaramente greco (Epicuro) e l'altro orientale (taoista) su Google...e non trovo niente!!!
Segno di ...un'infinità di cose!!!!!
...Che -senza fare commenti inutili-   mi invitano come un ouroboros muto a rifugiarmi nel silenzio...

(una volta su Splinder il mio blog aveva il titolo altisonante di OUROBOROI KAI LOGOI, ora, appurata la morte del logos, come dopo quella di Amleto, "non resta che il silenzio")

martedì 1 maggio 2012

OMPHALOS



Da che mondo è mondo, l'individuo umano ha avuto (quando non aveva problemi più urgenti di cui occuparsi!) ansietà di insicurezza di sé, generate dal desiderio d'essere accettato, stimato, amato, all'interno del consorzio sociale in cui viveva.
Per loro natura, tali inquietudini sono da sempre appartenute di diritto all'adolescenza in quanto espressione di una personalità in formazione. Un tempo esistevano perciò veri e propri riti di passaggio all'età adulta (via via sempre più simbolici e largamente metaforizzati in letteratura) che sancivano l'ingresso a quell'età della vita che nell'aprire la porta contemporaneamente a diritti e doveri, stabiliva automaticamente ruoli e responsabilità, conferendo con ciò, insieme a una collocazione della propria vita nel tempo, anche il proprio posto nel
mondo.
E di fatto, nel vero senso della parola, spazzando via -almeno a livello di vita sociale (...)- qualsiasi incertezza residua dell'età adolescenziale.

Oggi, spariti ormai del tutto i riti di iniziazione alla vita e sperduti anche gli stampi letterari o ormai frammentati in molteplici possibilità interpretative, l'adolescenza sembra essersi prolungata all'infinito...e così i suoi sintomi di insicurezza e confusione.
E il modo di reagirvi è spesso quello altrettanto tipico dell'adolescenza: l'arroganza (nel senso etimologico del termine di  "pretendere ad ogni costo per sé stima e riconoscimenti, in forma di diritti dovuti al di là dei meriti").
Così nella nostra epoca capita, per esempio, di veder convivere affiancati, culto dell'individuo ed espressione del medesimo nel sociale (da leggersi: social-net), e di assistere al proliferare nel web a mo' di decalogo del "saper vivere" (da non confondersi con 'desueti' consigli di "buona educazione"...), considerazioni atte a difendere il nostro fragile 'io' dagli impatti con ...tutti quelli che non ne comprendono "il vero valore"...

Non ci limitiamo a guardarci l'ombelico: ci sentiamo l'ombelico del mondo: l'OMPHALOS!

Sarà, quello di vivere un'eterna adolescenza (incentrata su di noi e sui nostri problemi) un modo di sfuggire al tempo (...individuale...ma anche storico nei suoi effetti)?
O non si rischia piuttosto di eludere la vita nello sfuggire alla sua espressione adulta, dove maturità vuole che si abbia coscienza che ai diritti corrispondono doveri, che i sentimenti si fondano sulla reciprocità e ...che siamo tutti cellule di un medesimo organismo?
E nell'escludere la dialettica con chi per qualsiasi motivo  urta contro il "giusto" -alto- concetto che "dobbiamo" avere di noi, non dimostreremo invece tutta la nostra (adolescenziale) paura di confrontarci con gli altri...finendo per snaturare rapporti umani fondamentali come l'amore, l'amicizia, la solidarietà...che da sempre si sono fondati sul dialogo e nutriti di scambio paritetico? 

Ai tempi dell'università, quando sostenni l'esame di Psicologia dell'età evolutiva, mi colpì una frase: "Tutti riescono a morire, ma non tutti riescono a nascere".
Forse per riuscire a nascere dovremmo imparare a tagliare il  nostro cordone ombelicale con l'OMPHALOS...






lunedì 23 aprile 2012

Mio cugino dice che sta sbiadendo.
...Che vuoi dirmi mamma?
Lo sai che "lì" non ci verrò, perché non ti posso pensare "lì".
E perché poi scrivo qui  qualcosa che riguarda solo noi?
Forse solo per rassicurarmi che "qui" non è sbiadito niente.
Né la foto tua con zia, né la scritta.
Né tanto meno il pensiero che desideravo t'accompagnasse per farti sentire " lì" meno sola.
E qui, nel mio cuore, qui, dove il dialogo con te non si interrompe, continueremo a dirci cose tra noi...chiedendo scusa, io, a te, e a chi legge, d'aver fermato questa pagina di diario privato in un un post di blog pubblico.

venerdì 6 aprile 2012

AUGURI

        a tutti 
di trovare nel 'nostro' uovo questa sorpresa                                                                                                                                                                                                                                         

martedì 3 aprile 2012

Scusatemi...

....se non rispondo o commento, ma sono al momento troppo depressa.
Cercando un'immagine 'tanto per...' ce n'erano tantissime che mostravano mani portate alla testa (sul cui significato emblematico ci sarebbe certo molto da riflettere...ma ora anche questo non mi va) e ho scelto invece questa che ho sentito emotivamente rappresentare con forte densità simbolica il mio stato d'animo più di tutte le altre.
Grazie comunque a tutte/i e a presto.
(magari domani cancello pure questo post e ne ne scrivo un altro ;).....)

giovedì 22 marzo 2012

Mefistofele, dove sei?!


Al di là dei bei discorsi sull'accettazione (ma la via per la saggezza è lunga...e impervia!) detesto invecchiare!!!
E volentieri venderei l'anima al diavolo (non fosse che non credo né all'una né all'altro) per riavere la giovinezza!
Dovendo però scegliere, devo dire che preferisco avere avuto 20 anni all'epoca piuttosto che adesso...
(riflessione successiva a un mio commento da Soffio: qui indosso i jeans di cui gli parlavo)

lunedì 12 marzo 2012

RESTIAMO...almeno...ANIMALI SOLIDALI

Abbiamo un po' parlato del dolore nel post precedente (ancora aperto naturalmente a commenti sempre graditi) nel binomio con la gioia e in versione individualistica e umana.
Vorrei ora invitarvi a riflettere su quello che viene inflitto da noi animali umani a una parte grande anzi stragrande di altri animali. A informarvi su quanto sta succedendo al proposito in campo legislativo, e a partecipare in molti all'indignazione e all'orrore che questo suscita.
Fatelo per favore! E diffondete! Grazie.
Il povero Arrigoni firmava sempre i suoi articoli con "RESTIAMO UMANI"... Per questa 'crociata' io vi prego "RESTIAMO ALMENO ANIMALI SOLIDALI"!

Harmonia cita fonti e articoli meglio di quanto io saprei mai fare perciò vi rimando ai suoi ultimi post: questo del link e i successivi.
ahimsa: Vivisezione, l’Italia “svolta” all’indietro
di Va...
: Vivisezione, l’Italia “svolta” all’indietro di Vanna Brocca   Ecco, ci siamo. Nel gelo che attanaglia l’Italia, c’è almeno un luo...
Link DA VISITARE: http://stralci-di-un-pensiero.blogspot.com/search/label/UNA%20TESTIMONIANZA%20DALL%27INFERNO%20DELLA%20VIVISEZIONE

martedì 6 marzo 2012

Gioia e dolore



Mi scuserete, se invece di risposte individuali, (che in qualità di "risposte" sul tema non ho, perché se no starei già nella lista, ahimè già troppo lunga, dei detentori della verità) cerco semplicemente insieme a voi, collettivamente, di capire.

Il concetto taoistico cui fa riferimento Terzani è semplice e chiaro: niente esiste -né potrebbe esistere- senza il suo opposto. Di più: niente esiste come entità assoluta, ma ingloba costantemente il seme del suo opposto...pronto a svilupparsi e a ribaltare le predominanze in una dinamica continua e costante, che altro non è che l'essenza della vita nel suo manifestarsi.
E fin qui, concettualmente, ci stiamo tutti, credo. Ed esempi come luce-buio et similia non ci danno problemi, nel darci il polso della "realtà" da com-prendere. Invece cominciamo ad avere molti problemi a capire, e ancor più a com-prendere, l'indissolubilità del bene e del male, ma soprattutto, perché meno concettuale, e 'vissuto sulla nostra pelle', quello tra gioia e dolore. Il dolore, ci è proprio difficile da accettare. Personalmente, nonostante gli sforzi di consapevolezza del e nel presente, continuo ad essere tormentata dal ricordo di quello inflitto alle creature umane e non che più amavo, e dal chiedermi se sono riuscita a fare abbastanza per almeno lenirla...Questo per dire quanto capisca e condivida questa difficoltà.
Quello che penso è che forse anche l'accettazione di questa grande sofferenza sia come il  processo di un seme che evolverà...perché saremo noi stessi ad uscirne cambiati.
Al di là di considerazioni di sapore filosofico e quindi un po' astratto, voglio concludere con un esempio molto concreto e da molti vissuto.
Chi ha avuto un animaletto molto amato, quando gli muore, spesso dice "no, no, mai più!". E con (per) la paura di soffrire di nuovo così, chissà quando, si priva intanto della gioia di una nuova vivace vita accanto, e al tempo stesso nega ad altri esseri innocenti la gioia di essere amati e accolti...Il dolore, inevitabile, verrà (sempre che non ce ne andiamo prima noi), ma intanto ci possono essere tanti e tanti giorni di gioia da dare e ricevere...Vi sembra poco?

sabato 11 febbraio 2012

CUPIO DISSOLVI

De che? de chi? mio?!?
In parte sì, lo ammetto... Una volta cominciata la visione non ho resistito a vedere fino a che punto  poteva arrivare l'abominio...
Ma cominciamo dall'inizio -come è corretto fare....-
Nella mia solitaria cena, accendo la TV (è l'unico momento in cui lo faccio, perché ho sempre detestato mangiare da sola e accetto ormai qualsiasi surrogato di compagnia ) e becco su rai3 un film già iniziato...
C'è la scena di un balletto e Penelope Cruz che finisce con le parole "ti amo Guido".
Non chiedetemi perché, fatelo semmai al mio inconscio (anch'io lo sto facendo), ma mi viene immediatamente da pensare all' 8 e mezzo di Fellini...per cui incuriosita resto a guardare....
E c'avevo preso! Incredibile, ma vero! Il film (vado a controllare e si intitola "Nine", che evidentemente sta per "nove" e non per "Nina", si propone d'essere versione alternativa(?!?), del capolavoro di Fellini!!!! (e qui devo scusarmi per la mia ignoranza, perché da anni non vado al cinema e ignoravo l'esistenza di questo film, il cui  tema ho dovuto pure dedurre per intuizione, visto che la voce 'informazioni' del TV non ne dava alcuna...)
Allora: irretita dal traslato dei balletti (unica parte salvabile del tutto: ma per farne "essenza" alternativa in omaggio a un grande film ci voleva un Bob Fosse! - che già amando molto e davvero Fellini  aveva tentato un transato del genere con "Le notti di Cabiria" ...e più in là non aveva osato spingersi....) ho continuato a guardare...
...una specie di fiction televisiva...povera, anzi poverissima, di tutto quello che fa un buon film, già al solo livello tecnico (uso della macchina da presa, montaggio, scenografia....) per non parlare (per carità, comparendovi anche nomi famosi...) della sceneggiatura e della recitazione (terribili!)
Per inciso quella che ho dato come l'unica parte salvabile del film, appariva del tutto slegata dal resto...apparendo a tratti improvvisamente a interrompere altre sequenze...proprio come fa la pubblicità....senza curarsi di lezioni cinematografiche in materia né di surrealismo... né di musical...
La 'trama', quella che appunto fu per Federico Fellini, non già "plot", ma materia immateriale in cui tessere scandi-menti del tempo tra memoria, immaginazione e suggestioni oniriche -rese sapientemente su pellicola, e questo ne faceva ARTE!-
depauperata di tutto questo, non risultava più che insulsa e banale storiella, di cinematografaro in crisi, fondamentalmente di nessun interesse.
Come pensare che basti mettere in cornice dei girasoli per avere Van Gogh.
Questo credo (soprattutto in campo artistico) sfugga ancora ai più: il rapporto tra il cosa e il come.
Perché mi chiedo, perché Tanto scempio??? Questo non è Duchamp che fa i baffi alla Gioconda!!!
Questa è al contrario un'opera didascalica, una traduzione in fumetti a scopo divulgativo....
Ad uso di chi??? domando.
Io avevo 13 anni quando vidi per la prima volta 8 e 1/2, e facevo quindi la terza media (non credo fossi perciò particolarmente colta e matura rispetto ai miei coetanei), e fu per me una folgorazione del saper fare del cinema un'arte!
Qual'è ,mi domando ancora -e vi domando- il target di un film come questo (dove a parer mio è oltraggiato il cinema inteso come arte)?
Mi veniva pure da pensare al povero Fellini che si rivoltasse nella tomba...
...Mentre mi immaginavo Rota -chissà perché- ridere a crepapelle....(forse avrebbero fatto bene -tra l'altro- a eliminare qualsiasi sottofondo musicale....

sabato 4 febbraio 2012

La pazienza: virtù in via d'estinzione

Titiksha: la pazienza nello yoga...


Come vi sentite
quando siete in coda alla cassa di un ipermercato?
Quale è il vostro stato interiore
quando il vostro PC sembra girare al minimo
e le  vostre pagine web si caricano con un passo deplorevole?
Arrivate ad essere impazienti?

Lo Yoga non si adatta all'impazienza. Titiksha (o Titiksa), la pazienza, è del resto una delle qualità richieste per la pratica. Nello Yoga, Titiksha, è avere l’umiltà di concederci il tempo che ci serve, quello necessario... La pratica dell’ascolto nelle asana è un lavoro a lungo termine. La maggior parte degli errori, sono un segno, sia di disattenzione, che d’impazienza....Si sopravvalutano le proprie capacità e ci si fa male, cosa che va contro lo yoga…la pratica è sempre perfettibile e l’apprendimentoprende il tempo di tutta una vita, anche se si pratica tutti i giorni.
Il corpo, fisico ed emozionale, ha la sua storia, le sue forze ed i suoi nodi; ha i suoi diritti ed i suoi bisogni. Ci parla e ci insegna ciò che siamo in grado di capire man mano che lo scopriamo. Ci accompagna e si lascia modellare, se lo rispettiamo…l’impaziente vuole risultati  o attende miracoli... e rapidamente!
Senza pazienza, si abbandona la pratica o si riversa nella ricerca esperienze psichiche, che non c’entrano nulla con lo yoga. La pratica profonda richiede lo sviluppo dell’attenzione, della concentrazione,del rilassamento e dell’ascolto al massimo grado. Gli antichi Maestri dello yoga conoscevano perfettamente il funzionamento del mentale dei loro allievi. E spesso, il loro primo insegnamento era di prendere in  contropiede l'impazienza dell'allievo. Il Maestro gli insegnava che se voleva progredire, gli occorreva fermarsi, porsi in ascolto, essere presenti, in quell’attimo senza ieri né domani solo così infine, l'allievo poteva iniziare ad ascoltare veramente…di conseguenza diveniva  presente a sé stesso prendendo coscienza del cammino che doveva percorrere….Ma più sovente la storia si ripete e la conosciamo tutti…apprendiamo, vediamo che facciamo alcuni progressi… poi…. vogliamo fare nuovamente ancora progressi…
Ma qual è il vero progresso?
Il Maestro di yoga, ha la saggezza di conoscere il vostro ritmo d’apprendimento ed i vostri limiti. È là per guidarvi. C'è in ciascuno di noi un luogo di saggezza col quale si può entrare in relazione e che ci può aiutare a progredire...con pazienza… Le asana sono cresciute attorno all’esperienza della posizione seduta di meditazione, ed in origine erano posture molto semplici. I primi Yogi cominciarono ad osservare che muovere il corpo in certi modi aveva degli effetti, soprattutto, quando si stimola il proprio corpo sulla base di un atteggiamento di grande sensibilità, perché passare ore in silenzio e in quiete, sviluppa grande sensibilità, il che ci dà la capacità di apprezzare il poco, ed è attorno a questa sensibilità che si è sviluppato lo yoga.
Quando non siete sicuri di cosa fare, tornate al vostro respiro:
inspirate ed espirate pienamente consapevoli, prendete rifugio nella presenza mentale.
La cosa migliore da fare nei momenti di difficoltà è tornare a se stessi e dimorare nella consapevolezza.


08:00 Scritto da: loresansav1 in A PROPOSITO DI YOGA | Link permanente |Commenti (0) | Segnala | Tag: titikshapazienza | OKNOtizie |  Facebookhttp://yogaemeditazione.myblog.it/archive/2008/03/28/titiksha-la-pazienza-nello-yogahttp://yogaemeditazione.myblog.it/archive/2008/03/28/titiksha-la-pazienza-nello-yoga

domenica 29 gennaio 2012

Religione e meditazione: Il senso della vita

Religione e meditazione: Il senso della vita: Cogliere il momento presente, ritornare al qui e ora, rientrare in contatto con la realtà attuale, non vuol dire cercare di censurare il pas...

sabato 28 gennaio 2012

Memoria e memorie

Non dimentichiamo e non cerchiamo di tirarci fuori dalle responsabilità -tutti noi!- per una delle più orrende  dimostrazioni che l'animale uomo ha offerto di se stesso (e di cui -ne andrà orgoglioso?!?- nessun altro animale sarebbe stato capace...!!!

Ma, per favore, non facciamo che il soffermarci su questa 'memoria' diventi alibi per dimenticare, come fossero progrom di serie b tutti gli orrendi misfatti che l'animale uomo ha perpetrato prima e dopo di questo...

C'era, per esempio,'qualcuno' recentemente che firmava sempre i suoi articoli aggiungendo "restiamo umani"....e che ha pagato con la vita questa  sua asserzione ad opera di altre belve umane che avrebbero ben dovuto ricordare!

Che ci si ricordi anche di Lui, in una giornata come questa dedicata alla memoria, e di tutti quelli che come lui, hanno sperato che ricordare significasse soprattutto "non dimenticare di essere umani".

Amen.

P.s. Forse devo ricordare il suo nome, visto che anche google già fatica a farlo: Vittorio Arrigoni.

lunedì 23 gennaio 2012

Religione e meditazione: Il potere dell'attenzione

Religione e meditazione: Il potere dell'attenzione: Fateci caso: c'è solo l'attenzione che è capace di farci uscire dalla prigionia della mente. Siamo lì che fantastichiamo, pensiamo, ricordia...

Religione e meditazione: Tempo e presenza mentale

Religione e meditazione: Tempo e presenza mentale: "Che ora è?" "È proprio ora!" Lo so, siamo abituati a rispondere guardando l'orologio. Ma in realtà è sempre e soltanto ora, è l'istante c...

domenica 22 gennaio 2012

Religione e meditazione: L'illuminazione

Religione e meditazione: L'illuminazione: Illuminazione è distensione, non concentrazione. O, per meglio dire, è una distensione che segue una intensa tensione. Un po' come succ...

domenica 15 gennaio 2012

alchemicamente

Oltre al "titolo" credo che sarà diverso, almeno in linea di massima, il tipo di cose di cui scriverò...
Prima infatti avevo fatto in modo di evitare quanto più possibile l'autoreferenzialità, mentre ora, se ho deciso di riprendere la scrittura, è proprio per cercare di farne strumento di autoterapia.
Il che significa fare della propria psiche un cappello da prestigiatore da cui estrarre forse, cose ancora più impensate e bizzarre di conigli!
O, anche, - in termini più 'alti'- un crogiuolo (vas) in cui tentare di trasformare il piombo del dolore nel riscatto aureo di una crescita interiore. Dunque, da questo punto di vista, più alchemica-mente che mai!

giovedì 5 gennaio 2012

Si ricomincia?

Sì, credo di sì.
...Anzi, si ricomincia del tutto, perché non credo di essere riuscita a salvare il precedente blog su Splinder ...
Tanto meglio così! Se si ricomincia, si ri-comincia, no?!?
E ogni nuovo inizio implica il liberarsi del passato (almeno così dicono i saggi)...
Tanto per cominciare (...) cambia il titolo che da LOGOI KAI OUROBOROI diviene più umilmente "ci devo pensare".

Spero, dopo tanto tempo di interruzione, di riuscire qui a ritrovare di nuovo vecchi, cari amici :) ....