simon's cat

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giovedì 20 settembre 2012

Post-test

Il maggiore dei mali è l'ignoranza.

A che cosa vi fa pensare, o associate, questa asserzione?

27 commenti:

  1. Caio carissima. Bel tema, decisamente. La prima risposta "a pelle" che mi viene è il trentennio berlusconiano, con le sue tv ed i suoi giornali che hanno stravolto mentalità, costumi, etica e atteggiamento nell'italiano medio. Un grimaldello che ha sfaldato ogni capacità di ragionare, di entrare nel merito delle questioni, per lasciare il posto all'istinto, al ragionamento "di pancia", alla ooltivazione del proprio orticello, all'egoismo ed egocentrismo più sfrenato. Alla esibizione delle proprie volgarità spacciate per sentimento popolare, alla divinazione di personaggi di infimo ordine, alla spettacolarizzazione del dolore e soprattutto -torno al tuo tema- alla sana ignoranza spacciata per saggezza e volontà popolare.
    Magari sono io ad essere un po' fissato, ma credo che i danni morali creati da questo regime siano anche peggiori di quelli economoci o materiali. E di conseguenza, se queste sono le basi, non c'è da stupirsi se tutto vada poi a rotoli.......


    Ciao, un abbraccio e TPNC come sempre.

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    1. Carissimo Max, hai espresso così bene, in ogni concetto e con ogni singola parola quella certa situazione, che, senza mutare una virgola, non posso che sottoscrivere in toto!

      Quello che è implicito, nel caso, - e che è comunque stato sempre ben chiaro ai dittatori o aspiranti tali- è che l'ignoranza (del popolo) è il maggiore dei beni per il potere! Evitare che ci sia una scuola che miri prima di tutto a formare individui capaci di pensare (con la propria testa)è il primo passo per avere un gregge da condurre.Il secondo è renderlo orgoglioso di esserlo...(e a quel punto ci vuole poco)

      TPNC e ti abbraccio anch'io!

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  2. A Krishnamurti.
    Più precisamente (vedi a volte che scherzi fa la vita) a questa citazione appena letta.
    Buona giornata...

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    1. Un altro bello "scarabeo" (così chiamo nel mio lessico personale gli episodi di 'sincronicità'), Ross :)
      Amo particolarmente Krishnamurti rispetto ad altri 'Maestri', proprio per il suo rifiuto ...d'esser considerato tale!
      Mi fai venire in mente che forse di fretta o stanca, non ho formulato bene l'assunto, che avrebbe invece dovuto essere meglio "l'ignoranza è la causa di tutti i mali". Magari poi correggerò:intanto interessante è vedere cosa ha scatenato questa asserzione...sincopata! ...e rispondere!

      OT: che tag html si adopera per inserire link nei commenti?

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  3. Mi fa pensare che non sono d'accordo :-D... l'ignoranza è uno stato naturale e facilmente rimediabile; nessuno di noi nasce istruito, e l'istruzione si acquisisce, basta volerlo.
    Ritengo invece che il male peggiore sia la stupidità, che è probabilmente congenita e dalla quale non si guarisce, e che fa probabilmente più danni della stessa malvagità.
    Su di essa dissero (e condivido):
    Contro la stupidità neppure gli dei possono nulla. (F. Schiller)
    Ci sono solo due cose infinite: l'universo e la stupidità umana; e del primo non sono del tutto sicuro. (A. Einstein)

    Il compianto economista Carlo M. Cipolla scrisse negli anni '80 un delizioso SAGGIO semiserio, "Le leggi fondamentali della stupidità umana", dove definiva in modo scientifico (e assolutamente esilarante), il concetto di stupidità come il "causare danni al prossimo senza ricavarne vantaggi, o addirittura subendo un danno a propria volta". Consiglio a tutti di leggerlo.
    Salutoni, tuo
    Cosimo

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    1. Salve Cosimo! Il saggio cui alludi lo lessi già molti anni fa, ed è davvero delizioso :). Il punto è però che io mi rifiuto di credere che anche la stupidità sia fatto congenito, ma a sua volta invece generato dall'ignoranza... Termine sul quale dovremo cercare di intenderci (ed è quello che ci proveremo a fare dialogando:infatti proprio questo era il seme gettato nel concepire il test!)

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  4. Ignorante è chi ignora e quindi a mio modo di vedere l'ignoranza non è equivalente all'analfabetismo o alla scarsa cultura della persona, ma alla capacità di rapportarsi con gli altri e con le situazioni in modo consono ai canoni di saggezza e di rispetto, oltre che di buon senso, per cui anche se analfabeta può agire e pensare meglio di certe persone acculturate.

    Una persona di cultura che manchi di elasticità mentale resta comunque un ignorante : come nei casi di alcuni medici, luminari nel loro lavoro, ma poveri di spirito per quanto riguarda tutto il resto della materia della vita.

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    1. No, Renata, scusa la pignoleria: una persona di cultura non può mancare di elasticità mentale; cultura è anche saggezza, buon senso, rispetto e soprattutto interesse (e vorrei dire addirittura amore per il prossimo; quella che intendi tu è erudizione) che è, per l'appunto, altra cosa.
      Sorrisone, e scusate l'intrusione (fa pure rima!)
      Cosimo

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    2. Cosimo, hai una visione molto poetica ed idealista delle persone di cultura, purtroppo non tutti sono perfetti.

      COMUNQUE ho precisato una persona di cultura cha manchi di elasticità mentale... NON tutte le persone di cultura a prescindere.
      Buona domenica!

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    3. Nessuna intrusione, nessuna scusa! Sono invece felice di veder allargato il dialogo tra chi interviene: ognuno è libero di dire la sua, arricchendo così lo scambio di idee...e mi sentirei in imbarazzo invece a che la mia voce nel rispondere suonasse come un "ipse dixit";)

      Ciò detto, aggiungerei solo che, se molto è importante la distinzione tra cultura ed erudizione (mai abbastanza ribadita!)è vero pure che nessuna delle due (neppure la cultura!) basta a colmare l'ignoranza, senza la socratica premessa di "sapere di non sapere"...

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    4. Notarella: Renata,a proposito di interpretazioni "semantiche": con le tue allusioni al buon senso e al rispetto altrui, mi hai fatto venire in mente di quando nella vulgata romanesca dare dell"'ignorante" a qualcuno significava proprio questo! Bei tempi :) Ora il generico "stronzo" vale per qualsiasi cosa :(

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  5. Ma...ignoranza di che? Non può evidente trattarsi di conoscenze, perché in quel senso siamo tutti ignoranti.
    Non funziona nemmeno con l'equazione : ignoranza = mancanza di cultura. Ma cultura su che? C'è una sapientissima cultura contadina che disconosce del tutto ogni altra conoscenza. Ignoranza di sé? Ma vi parrebbe il massimo dei mali? Dunque deve trattarsi di una ignoranza cosmica, il disconoscere qualche dato sull'Universo da potersi chiamare il massimo dei mali. Io credo che sia l'ignoranza- la mancanza di gnosi- dell'amore come fondamento dell'Universo. Allora scriviamo " Disconoscere l'amore è il massimo dei mali" ( lo dice anche Krishnamurti da Rossland, ma anche il Maestro , Dante ecc. Non l'ho inventata io! )

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  6. Salve leirabarbara. Ho letto qualche riga piacevolmente immerso in questa biblioteca accogliente ed ho immediatamente avvertito la mia profonda ignoranza dei temi che qui si trattano. Non mi piace davvero essere afflitto dal peggiore dei mali, anche se supporre di esserne immune sarebbe davvero da ignorante presuntuoso arrogante. (queste ultime 2 sono eccellenti contemporanee serie candidate al podio dei peggiori mali)
    Cito un passaggio che mi ha inabissato il morale...

    "Dunque deve trattarsi di una ignoranza cosmica, il disconoscere qualche dato sull'Universo da potersi chiamare il massimo dei mali. Io credo che sia l'ignoranza- la mancanza di gnosi- dell'amore come fondamento dell'Universo"

    Ecco, da innamorato dell'Universo, non sapevo neppure che l'amore ne fosse il fondamento....
    Pensa che io poggiavo le mie conoscenze sul principio di equivalenza Massa /Energia, sulla Teoria della Relatività Generale, sul modello a Superstringhe...affrontando la ricerca di conoscenza con la fredda razionalità del linguaggio matematico.

    L'ignoranza più che un male mi sembra un limite, un ostacolo, ma connaturato all'uomo.

    La possiamo limitare, ne possiamo ridurre l'influenza.
    Ma temo saremo sempre un pò ignoranti.
    Purtroppo siamo sempre più superficiali, individuando in conoscenze effimere gli strumenti per accedere alla sapienza o alla saggezza.

    Se penso che fra le mille citazioni solo in questi commenti ne ho riconosciuta solo una.....che figura....

    Ciao Leira...sto iniziando a sottrarre qualche granello alla clessidra per metterlo nella bottiglia che ti devo regalare... (molti potrebbero ignorare il senso di questo....senza essere peraltro uomini ignoranti)

    GB

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    1. Mi scuserete spero se accomuno in questa risposta i commenti del vecchio amico Paolo e del nuovo Astro (a cui do il benvenuto qui). Anche perché Astro, pur non rispondendo direttamente a lui, proprio a una frase di Paolo fa in particolare riferimento. Conoscendo bene lo spiritaccio toscano di Paolo (che ben convive con la sua spiritualità ;) oltre che con la sua cultura), e cominciando ad aver prova della giocosa ironia che 'Il signore delle stelle' ama prendere a scettro nei suoi scritti, mi ritraggo umilmente di fronte a siffatte personalità, limitandomi a consigliare un libro che ben s'incastra nella potenziale tra loro diatriba per il titolo "L'amore fonte originaria dell'universo", ma soprattutto per l'essere un dialogo tra il filosofo, teologo etc. Raimon Panikkar (che Paolo ben conosce) e il filosofo e fisico quantistico (ateo) allievo di Heisenberg,Hans-Peter Durr (che Astro senz'altro conoscerà).
      Grazie a tutti e due per gli interventi e i contributi...presenti e futuri!

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    2. http://www.youtube.com/watch?v=rFTuI0G0hh8

      me lo riascolterò intanto che cerco il libro.

      avevo scritto una risposta ma non mi ero collegato alla piattaforma.
      mannaggia, mi era venuto simpatico...parlavo di qui quo e qua, profeti del qui pro quo.
      comunque tento un riassunto: non cerco diatribe ma divertimento, leggerezza nel passeggiare per sentieri che conosco poco o nulla accompagnato da guide sicure, allegre e dalla mente aperta.
      Il mio stile è esercizio dialettico poichè mia lingue principe è la Matematica che ammette poche sfumature fra bianco e nero, si e no, vivo o morto.
      Difficile un confronto frizzante con così poche alternative all'urto frontale.
      Ho preso spunto da quella citazione poichè dell'Universo Fisico posso azzardarmi a dir qualcosa, mentre in quello filosofico mi ci addentro solo se accompagnato ed in quello spirituale non ci vengo neppure se mi ci tiri a forza.

      Per me la rete è una dimensione aggiuntiva di matrice frattale, e le linee dell'Attrattore di Lorenz che si sviluppano hanno sempre aspetto di eleganti armonie perchè nascono da processi di pensiero.
      L'aggettivo che mi si disegna in mente parlando di ignoranza è "Greve", perchè di fatto limita, ed anche assai, ciò che qualcuno disse un tempo ed io ricalco: "Lasciatemi Divertire !!!"

      Ciao Leira. Parla con me, non mi sfuggire. Lascia che impari.

      GB

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    3. Mio caro Astro, e perché credi che sia venuta a "spruculiarti" da te?!...Ma, proprio per aver apprezzato da subito, più ancora del tuo QI, il tuo senso dell'umorismo e dell'ironia...sperandoli anche 'auto'e immuni dal potenziale tracimamento nel sarcasmo!;D
      Dialogare intercalando con sorrisi, battute e risate è per me la cosa più bella che ci sia, e se ci intendiamo su questo, sono sicura che avremo bellissime conversazioni, anche senza necessariamente essere sempre d'accordo su tutto :)))
      In quanto all'imparare, non credo d'aver niente da insegnare a nessuno...e poi ho sempre preferito il ruolo di discepolo a quello di prof!
      Tu comunque sei più fortunato di me, perché se vuoi, il linguaggio filosofico puoi ancora impararlo, mentre per me è troppo tardi per quello matematico,che ho avuto l'abilità di dimenticarne quel poco acquisito fino alla maturità...fin quasi alle tabelline!

      P.S. A proposito dove me lo farai trovare il regalo del flacone? (chiedere quando, trattandosi di tempo, sarebbe domanda del tutto incongruente ;)...)

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    4. Leira, il mio dialogare ha la duplice valenza del divertimento e dell'apprendere. Non so trovare divertimento se non v'è apprendimento, e viceversa quando imparo mi diverto.
      In caso manchi uno dei due, mi annoio.
      Qui credo ci sia da divertirsi e da imparare.
      E ben poco da annoiarsi.
      Me gusta.
      Non so quale potrà essere il mio contributo all'effettivo realizzarsi di questo binomio negli altri lettori, (e per te che ci ospiti e stuzzichi...)ma farò del mio meglio per NON essere mai in accordo con niente e nessuno.
      Sarà difficile perchè ho sposato sin dal primo accenno la tua visione estrapolata da Lucrezio...tuttavia ci dormo su e cercherò di trovar qualcosa da ribattere...

      (non mi diverto del tutto se non ci trovo un pò di pepe...polemico...)

      Notte buona amica carissima...

      La clessidra d'oro potrei approntarla fra un paio di notti da me...l'accelerazione è dovuta al fatto che hai citato sia Lucrezio che Odifreddi...e il secondo lo conosco benino...

      GB

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  7. il non voler accettare il dubbio

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  8. E' alla radice di tutti i mali, come spiega bene Tommaso Campanella.

    Delle Radici De' Gran Mali Del Mondo

    Io nacqui a debellar tre mali estremi;
    tirannide, sofismi, ipocrisia;
    ond'or m'accorgo con quanta armonia
    Possanza, Senno, Amor m'insegno' Temi.
    Questi principi son veri e sopremi
    della scoverta gran filosofia,
    rimedio contro la trina bugia,
    sotto cui tu piangendo, o mondo, fremi.
    Carestie, guerre, pesti, invidia, inganno,
    ingiustizia, lussuria, accidia, sdegno,
    tutti a que' tre gran mali sottostanno,
    che nel cieco amor proprio, figlio degno
    d'ignoranza, radice e fomento hanno.
    Dunque a diveller l'ignoranza io vegno.

    Ciao : )

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    1. Ma che bel contributo Scudiero! Grazie!
      Se non ricordo male, Campanella, come Giordano Bruno, cadde nel mirino della Santa Inquisizione, ma per sottrarsi alle accuse di eresia -e al rogo- si finse pazzo...
      ...E qui, di associazione in associazione (come sul lettino di uno psicanalista),viene allora in mente "L'elogio della follia" di Erasmo da Rotterdam...;)

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  9. Confesso che quando ho concepito questo post, la mia personale associazione andava alle parole del Buddha: sbagliandone però la corretta formulazione, che -come dicevo nelle risposta a Ross- avrebbe dovuto essere piuttosto "L'ignoranza è causa di tutti i mali".
    (Riflessione che abbiamo testè visto fare anche circa 2000 anni dopo in area occidentale...e che sicuramente molti altri prima e dopo non avranno mancato di fare!)
    Oggi però di associazione me ne si è affacciata un'altra, che trovo molto attuale, ed è con l'amato Lucrezio. Infatti, se vi ricordate, il "De rerum natura" nasce proprio con l'intenzione di diffondere la dottrina epicurea per dissolvere le tenebre dell'ignoranza. Ignoranza prima di tutto delle leggi di natura (da cui il titolo), che ha portato l'uomo a creare divinità fittizie cui delegare la responsabilità degli avvenimenti e di cui impetrare le benevolenza (cosa sempre ben sfruttata dai vari ministri d'ogni religione in tutti i tempi, in quanto 'tramiti' privilegiati con le varie deità).
    Ossia IGNORANZA che da luogo a SUPERSTIZIONE che da luogo ad ASSERVIMENTO.
    Perciò Lucrezio (attraverso gli insegnamenti di Epicuro)invita (giustamente) a diffidare della RELIGIONE, che fa da cappello a tutto questo.
    Purtroppo l'umanità pare molto restìa ad affrancarsi dall'ignoranza e a divenire libera da gioghi di potere sulla sua vita...e non solo non ha rigettato la religione come idea, ma ne ha nel frattempo create altre...e tra le più micidiali!(sono d'accordo con Odifreddi nel trovare i monoteismi anche peggiori dei politeismi).
    Di più: alligna sempre più l'ignoranza...all'interno dell'ignoranza! La gente non conosce nemmeno la dottrina di cui si proclama 'fedele'! Tanto per fare un esempio la maggioranza dei cristiani non sa che "l'anima" che pensa perno della sua religione, NON è concetto cristiano, ma platonico, come pure la sua "immortalità"...
    Peggio credo capiti all'interno dell'Islam.
    Ho sentito dire l'altro giorno alla radio da un extracomunitario che sembrava molto colto, che praticamente tutte le cose attribuite a Maometto nel film famigerato, sono già contemplate nelle scritture mussulmane (non so se Corano od altro): questo era al di sopra anche delle conoscenze del giornalista tenuto a rispondere, che non ha saputo cosa replicare...
    L'ignoranza, associata al cieco asservimento, si manifesta come fanatismo, ed è facilmente manovrabile, per cui si arriva a disseminare morte e terrore...per un film! (ma chi dirige dall'alto sa bene -come al solito- che non è così).

    Ho l'impressione d'aver scritto un commento un po' lungo ...come commento! Vabbè, se è il caso lo (s)posterò...

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  10. Al fatto che l' ignoranza conforta, come stare sul divano col plaid. Ovvero, per contrasto, ad una frase di Montaigne:

    "Il saper molto porge argomento a dubitar di più"

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    1. Oddio, Melo, mi metti davvero in situazione di conflitto interiore...da approfondire (sul lettino dello psicanalista?)!
      Difatti stare sul divano col plaid mi evoca sensazione piacevole :)...ma pure sempre ho sentito come affine la rielaborazione del famoso "cogito", "dubito ergo sum"...
      Sarà che non riesco a disgiungere la prima immagine dal completamento di un libro in mano ?!? ;)

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  11. http://www.meetmetonight.it/

    non so in quale città lombarda finirò, ma senz'altro a questa Notte dei Ricercatori parteciperò.

    ciao

    GB

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  12. ...e visto che io non potrò, in una tua relazione spererò!
    (scusami ma la tentazione di rima baciata con le tue è stata irresistibile :D)

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  13. Fuori tema

    Ho composto un post col copia e incolla. Nel commento cerco di spiegarmi meglio con te.

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